Tutela Agroalimentare

I CARABINIERI DEL REPARTO TUTELA AGROALIMENTARE DI PARMA SEQUESTRANO OLTRE 9 TONNELLATE DI PRODOTTI FITOSANITARI ILLECITI E CONTESTANO 40 VIOLAZIONI AMMINISTRATIVE PER IRREGOLARITÀ SUL TERRITORIO

I militari del Reparto Carabinieri per la Tutela Agroalimentare di Parma, nell'ambito di un'articolata attività di controllo svoltosi nell'ultimo semestre finalizzata alla verifica della corretta gestione dei prodotti fitosanitari, anche in relazione alla tutela della salute del consumatore, hanno portato a termine un'importante operazione ispettiva su scala interregionale.

L’attività si inserisce nell’ambito di specifici e mirati controlli svolti in ossequio alle linee di d’azione operative concordate in seno alla Cabina di Regia per i controlli amministrativi (organo di coordinamento operativo costituito in seno al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste).

L'intervento, volto a contrastare l'uso di sostanze revocate o prive di autorizzazione in agricoltura biologica e convenzionale, ha interessato le regioni Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia. L'attività complessiva ha visto l'esecuzione di 97 controlli sul territorio e ha portato alla luce condotte illecite potenzialmente pericolose per la salute umana, l'ambiente e la biodiversità.

A conclusione dell'attività, è stato deferito in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria il titolare di un'attività economica per gestione illecita di rifiuti pericolosi, avendo rinvenuto 35 diverse tipologie di fitofarmaci revocati e stoccati in modo non conforme

Il bilancio dell'operazione conta il sequestro di oltre 9,2 tonnellate di prodotti illegali per un valore di circa 372.000 euro, oltre alla contestazione di 40 violazioni amministrative per un importo sanzionatorio di oltre 263.000 euro.

Il risultato operativo conferma l’impegno costante dei Carabinieri per la tutela Agroalimentare (costola del CUFAA - Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri), in particolare nella tutela del consumatore, del Made in Italy e nella prevenzione delle frodi alimentari.

STATO DELLE INDAGINI

Si ricorda che permane la presunzione di innocenza, significa che una persona non può essere considerata colpevole di reato fino alla sentenza definitiva di condanna. L’imputato è un presunto innocente sino alla sentenza definitiva di condanna. Durante tutti i gradi di giudizio, dunque, egli dovrà essere considerato innocente rispetto al reato di cui è accusato. Anche il condannato in via non definitiva deve essere considerato innocente. Come detto sopra, infatti, la presunzione di innocenza impone di considerare non colpevole anche la persona riconosciuta tale da una sentenza ancora impugnabile. E così, la persona condannata in primo grado che abbia proposto appello oppure che sia ancora in tempo per farlo deve essere considerata innocente.

 

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