Buttafuoco Storico

Per la prima volta, i 14 produttori del Consorzio del Buttafuoco Storico approdano a Milano per festeggiare il loro ventitreesimo compleanno.

Il Buttafuoco Storico è un vino prestigioso, portatore di cultura, ideale ambasciatore dei valori originali dell’Oltrepò Pavese. Morbido, potente e strutturato, caratterizzato da un’eleganza e da una personalità indimenticabili, la sua produzione è volontariamente ristretta, di alta qualità, a filiera chiusa e controllata. 

Le parole di Marco Maggi, il Presidente del Club del Buttafuoco Storico: “Venerdì 8 febbraio portiamo le nostre vigne, la vera storia del nostro territorio a Milano per  incontrare il pubblico milanese, la stampa e gli amanti dell’Oltrepò Pavese. Siamo particolarmente felici di questa giornata che si svolgerà a Palazzo Bovara, una delle più belle location storiche del centro di Milano grazie al sostegno di Confcommercio, Regione Lombardia, Ersaf e Mipaf, partner istituzionali diventati amici veri, vicini al nostro territorio, compagni di viaggio. Perchè siamo pronti alla ribalta Milanese, la città diventata uno dei poli economici, enogastronomici e culturali più importanti d’Europa? Perchè siamo piccoli ma produciamo alta qualità, curiamo la nostra vigna e la nostra filiera : in questi ultimi mesi le nostre aziende hanno ricevuto moltissimi premi e riconoscimenti da Guide nazionali e internazionali, ulteriori garanzie di qualità e del nostro impegno”.
 
Il Club del Buttafuoco
I vitigni del Buttafuoco Storico sono forti, possenti e intrisi di storia quanto il vino che si produce. Oggi il Club conta 14 viticoltori: giovani produttori e aziende storiche dell’Oltrepò Pavese, animati da uno spirito di unione e di rivalsa. Nato nel 1996, il Club del Buttafuoco Storico è una libera associazione per tutelare il prodotto, vino vincente il cui prestigio è riconosciuto dalla provincia di Pavia all’estero. 
Non è incoscienza, né superbia ma consapevolezza di avere tra le mani una grande possibilità: i vignaioli del Club del Buttafuoco Storico vogliono trasformare un vino della tradizione in un prodotto nuovo. Un territorio e dei vitigni capaci di competere con i grandi italiani, un gruppo di vignaioli mossi dalla caparbietà, dallo spirito di unione e rivalsa, dalla voglia di riportare in auge il nome e la storia del Buttafuoco Storico. Nel 1996 erano in 11 a voler dare una scossa a questa realtà: oggi le 14 aziende conducono insieme un attento lavoro di ricerca, dalle caratteristiche storiche alle vigne più vocate, fanno gioco di squadra nella produzione controllata e certificata, e sono attivi con una moderna e sviluppata comunicazione e promozione del vino prodotto, dando vita ogni anno a 70.000 bottiglie. 
 
Un marchio unico, rappresentato dal Veliero del Buttafuoco
Un simbolo unico e non replicabile, intriso nel vetro per distinguerne originalità e autenticità. E’ il marchio del Veliero, un disegno elegante che si trova solo nelle bottiglie del Buttafuoco storico e che permette di riconoscerle.
Il Veliero è anche il logo del Club, contenuto in un ovale - botte tipica dell’Oltrepò Pavese, e sostenuto dalla scritta Buttafuoco. Da qui si dipartono due nastri rossi che rappresentano il Versa e lo Scuropasso, i due torrenti tra cui tradizionalmente si produce il Buttafuoco Storico: la primissima fascia collinare dell’Oltrepò Pavese denominata “Sperone di Stradella“. Una posizione geografica che obbligava i condottieri, i pellegrini ed i mercanti ad attraversarla e che nella storia ha permesso al territorio di diventare grande sbocco commerciale del vino qui prodotto e anche di arricchirsi di nuove conoscenze sul settore. Fra storia e leggenda Peter Schenk narra che nel 1859 una compagnia di marinai Austriaci impegnata a traghettare le truppe sul fiume Po, invece di andare in battaglia in terraferma si ferma a fare strage di botti e bottiglie di un vino locale chiamato Buttafuoco. Lo scrittore lega questa storia ad un fatto però realmente accaduto: la marina Austrungarica dopo alcuni anni varò una nave chiamandola “Buttafuoco“. E’ da questo racconto che il Club del Buttafuoco Storico decide di adottare il veliero come loro simbolo:  una grande nave dalle vele infuocate. 
 
36 mesi dalla vendemmia, niente di meno
Dalle vigne alle botti di legno: l’affinamento minimo dura 12 mesi, per poi passarne altri 6 in bottiglia. Le bottiglie del Buttafuoco Storico non entrano in commercio prima di 36 mesi dopo la vendemmia. Ed è un vino di grande struttura, capace di invecchiare per molto tempo, donando sempre più intensità e note nuove.

Scheda Tecnica

I terreni del Buttafuoco Storico
La Zona Storica di produzione del Buttafuoco è situata in Oltrepò Pavese in provincia di Pavia, piú precisamente in quel territorio chiamato “lo Sperone di Stradella”, delimitato a Ovest dal torrente Scuropasso, a Est dal torrente Versa, a Nord dalla Pianura Padana, a Sud dai confini comunali di Castana e di Pietra de Giorgi e a metá attraversato dal quarantacinquesimo parallelo.
Il territorio comprende i comuni di Broni, Canneto Pavese, Castana, Cigognola, Montescano, Stradella e Pietra de’ Giorgi.
Il clima è abbastanza freddo in inverno, ma caldo e ventilato in estate, di solito non interessato dalle nebbie del catino padano. La felice esposizione delle vigne permette una lunga insolazione giornaliera, mentre nelle ore serali correnti ascensionali calde si insinuano fra i filari. Tutto ciò garantisce una maturazione graduale e completa dei grappoli.
Questo territorio seppur piccolo, la cui superficie è di circa duemila ettari per una popolazione di circa tremila abitanti, è caratterizzato da ambienti sia geologici che pedologici molto differenti, da cui deriva la peculiarità di ogni vigna di esprime un carattere assolutamente originale nei vini da essa prodotti.

Il territorio del 45° parallelo
22 ettari e 15 vigne, tra i comuni di Castana, Canneto Pavese e Montescano. Tutti situati lungo il 45° parallelo,  la latitudine enologica perfetta. Il territorio è quello dell’Oltrepò Pavese, una terra vocata da sempre al vino, di cui il Buttafuoco Storico rappresenta un’avventura nuova: lo statuto registrato il 5 marzo 1996, che vincola i soci del Club a rispettare un rigido regolamento interno, prevede abitudini e caratteristiche adottate per la prima volta in questo territorio. Come l’idea di un vino rosso fermo, strutturato e pronto a invecchiare o la scelta di produrre in quantità minore, scegliere con cura per ottenere la massima qualità e raggiungere così il successo alla pari dei grandi competitor italiani. 


Il Club
Il 7 febbraio del 1996 nasce il Club del Buttafuoco Storico dall’unione di undici giovani viticoltori: Bruno Barbieri, Davide Brambilla, Giuseppe Calvi, Valter Calvi, Claudio Colombi, Ambrogio Fiamberti, Stefano Magrotti, Franco Pellegrini, Andrea Picchioni, Umberto Quaquarini, Paolo Verdi.
L’intento è quello di collaborare nella ricerca delle caratteristiche storiche, nella selezione delle vigne più vocate, nella produzione controllata e nella promozione del vino Buttafuoco.
Una sfida importante senza incoscienza, ma con il convincimento fondato di poter guerreggiare ad armi pari con i grandi vini italiani e internazionali.
Un’ avventura del tutto nuova per l’Oltrepò: arrivare ad avere il vino della tradizione paradossalmente nuovo, concepito e realizzato con criteri inconsueti per le nostre cantine, dove il parametro più sicuro per la qualità del vino era da sempre la capacità di esplodere in una spuma compatta al solo versarlo. Difficile dunque il solo pensare ad un vino fermo, quieto nella sua austerità, come è difficile convincersi a produrre meno, ad abbattere i grappoli in esubero, e come è ancora più difficile assoggettarsi al giudizio di coloro che soli avranno la facoltà di giudicare la piena rispondenza del vino con le norme del Club, per poterlo presentare come membro degno a tutti gli effetti.
Il 5 marzo del 1996 viene registrato lo statuto, che vincola i soci a produrre il Buttafuoco secondo un rigido regolamento interno. Il marchio adottato è composto da un ovale, rievocazione della botte tipica dell’Oltrepò Pavese, sostenuto dalla scritta Buttafuoco e dal quale si dipartono due nastri rossi rappresentativi dei due torrenti, il Versa e lo Scuropasso, che delimitano la zona storica di produzione; all’interno la sagoma di un veliero sospinto da vele infuocate a ricordare che nella seconda metà del 1800,
la Marina Imperiale austro-ungarica varò una nave dal nome “Buttafuoco”.
La leggenda vuole che il nome sia il ricordo di una battaglia perduta da una compagnia di marinai imperiali, comandati a operazioni di traghettamento sul fiume Po nei pressi di Stradella e successivamente impiegati su queste nostre colline nella guerra contro i franco-piemontesi. Un vino del luogo chiamato Buttafuoco ebbe più successo del fuoco della battaglia nell’ attirare a sè i baldi marinai, i quali, dentro una grande cantina, fecero strage di botti e bottiglie.

La macerazione congiunta
Il profumo e il sapore di questo vino sono lo specchio delle caratteristiche organolettiche del suo territorio, grazie alla fermentazione con macerazione congiunta. I Vignaioli conoscono terroir e potenzialità dell’Oltrepò e selezionano i vini autoctoni adattabili all’ambiente, danno la giusta proporzione ad ognuno di loro cercando un prodotto finito che eccelle sugli altri. Il Buttafuoco Storico è frutto di uve dalla resa diversa: 50 % Croatina che regala al vino l’intensità tannica, il colore e i sentori di frutta rossa; poi un 25% di Barbera, che forma con la sua acidità la spina dorsale del vino e permette una maggiore estrazione dalle vinacce della Croatina; è poi arricchito da Ughetta di Canneto e Uva Rara, due uvaggi importanti che danno note di eleganze e una piacevole austerità. 

Il disciplinare
Per la produzione di Buttafuoco Storico sono ammesse solo quelle vigne che storicamente hanno nei secoli generato buttafuoco di altissima qualità, posizionate all’interno della “zona storica” e iscritte all’albo vigneti di Regione Lombardia con il loro nome tradizionale.
Tutte le pratiche colturali devono mirare alla ricerca della massima qualità e al rispetto dell’ambiente. Le forme di allevamento ammesse sono solo quelle a vegetazione ascendente.
L’uvaggio del Buttafuoco è costituito esclusivamente da uve autoctone dell’Oltrepò: Croatina, Barbera, Uva Rara, Ughetta di Canneto.
La vendemmia non potrà essere effettuata prima della data stabilita da una apposita commissione di campagna e dovrà essere rigorosamente manuale con attenta cernita dell’uva.
La vinificazione delle uve deve avvenire in un unico vaso vinario e il risultato di questa pratica non può più essere modificato.
Il Buttafuoco affinato nel legno di rovere per almeno dodici mesi deve raggiungere la tipologia dei grandi vini rossi tranquilli: di colore carico e forte, con grande corpo e struttura, caldo nel gusto e nei profumi.
Successivamente rifinito nella storica bottiglia oltrepadana almeno per sei mesi sulla quale è impresso il marchio del Club.
Ad ulteriore garanzia verrà applicato un bollino che riporterà un numero progressivo e i fuochi dell’annata.
Il punteggio minimo richiesto al vino per potersi fregiare del marchio, sarà di ottanta centesimi secondo la scheda dell’Union International des Oenologues e sarà espresso da una commissione di cantina.
Sulla base dell’ultima degustazione viene stabilita la classifica dell’annata espressa in fuochi:
da 80/100 a 85/100 3 fuochi
da 86/100 a 90/100 quattro fuochi
da 91/100 a 95/100 cinque fuochi
da 96/100 a 100/100 sei fuochi
Il Buttafuoco Storico potrà essere presentato al pubblico e messo in commercio a partire dalla mezzanotte della seconda domenica di novembre dopo tre anni dalla raccolta.

I produttori
Viticoltori, vinificatori e imbottigliatori in proprio: sono 14 i vignaioli autonomi del Buttafuoco Storico che continuano a condividere una strategia di crescita, tutti associati al Consorzio.
Azienda Vitivinicola Calvi di Davide Calvi
Tenuta la Costa di Calvi G. e C.
Azienda Agricola Colombi Francesco
Azienda Agricola Colombo Carla
Azienda Agricola Diana di Giovanni Barozzi
Azienda Vitivinicola Fiamberti Giulio
Giorgi Fratelli Srl
Azienda Agricola Giorgi Franco di Giorgi Pierluigi
Azienda Agricola Maggi Francesco S.S.
Azienda Agricola Piovani Massimo
Azienda Agricola Poggio Rebasti
Azienda Agricola Quaquarini Francesco S.S.
Azienda Agricola Riccardi Luigi
Azienda Scuropasso-Moscarino

Consorzio Club del Buttafuoco Storico
Fraz. Vigalone 106 27044 Canneto Pavese (PV)
Tel 0385.60154 info@buttafuocostorico.com
www.buttafuocostorico.com 

Club del Buttafuoco Storico
Aperti su appuntamento da Martedì a Sabato
Piazzetta del Buttafuoco Storico (ex Fr.ne Vigalone 106)
27044 Canneto Pavese (PV)
www.buttafuocostorico.com 
Direttore Armando Colombi 
direttore@buttafuocostorico.com
mob. 339 3012636

 

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