QR Code


QR Code: analisi del successo nazionale e internazionale -il nuovo articolo di AmonCode-


Se pensate di conoscere già i codici QR, fermatevi un attimo a riflettere. Quello dei codici QR è uno dei sistemi più versatili e potenti che siano approdati sul mercato negli ultimi anni. Capaci di soddisfare le esigenze delle grandi aziende, sono in grado di veicolare un gran numero di informazioni in modo sicuro, trasparente e in tempo reale. Molti di voi avranno avuto a che fare con un QR code solo negli ultimi anni, magari prendendo un volo e facendo un check-in rapidissimo mostrando il cellulare. In realtà i QR code sono stati sviluppati nel lontano 1994 in Giappone, sono giunti in Italia alla fine degli anni 2000 e hanno cavalcato la diffusione degli smartphone per essere utilizzati su più ampia scala.

Andiamo ad analizzare i dati riguardo l’utilizzo attuale per capire più da vicino il fenomeno.

Mentre i detrattori di questa tecnologia ne decretano la morte ogni anno, la scalata dei codici QR prosegue con il loro impiego in settori sempre nuovi. Secondo studi condotti a livello internazionale dal 2015, questa tecnologia viene utilizzata principalmente su riviste e giornali (ottenendo il maggior numero di scan in percentuale), sul packaging dei prodotti (con il 35.30% delle scansioni da smartphone), su siti web, su flyer e pubblicità in giro per le città, su brochure e biglietti da visita, su vetrine e in TV.
 
Questi settori sono al momento quelli più popolari in termini di attenzione catturata, ma le possibili applicazioni di QR code sono ovviamente numerosissime, pensiamo ad esempio all’utilizzo per facilitare le operazioni di manutenzione. Com’era prevedibile, sono i giovani a effettuare lo scan dei codici tramite smartphone: le fasce più “attive” sono quelle 18-24 e 25-34 anni, soprattutto negli Stati Uniti, nazione nella top 5 dei Paesi in cui la tecnologia ottiene più successo. Uno studio condotto in Canada ci svela perché i giovani decidono di scansire un codice QR: ottenere maggiori informazioni riguardo a un prodotto è il motivo principale, seguito dal desiderio di visitare il sito web del brand e dalla necessità di saperne di più sulla compagnia. Infine, l’attenzione viene catturata da promozioni e concorsi, dalla possibilità di ottenere una ricetta o di partecipare a un gioco.

Cosa accade in Italia? Anche nel nostro Paese possiamo registrare una crescita evidente dell’interesse per l’argomento, con un picco a partire dal 2015. Una ricerca di settore di ComScore MobiLens ci permette di fare un profilo dell’utilizzatore italiano medio dei QR code: è uomo, appartiene a una fascia d’età compresa tra i 22 e i 55 anni, vive in Lombardia, effettua 3 scan dei codici al mese principalmente durante il weekend e da casa. Gli orari propizi alla scansione sono al di fuori dell’orario lavorativo, possiamo quindi dedurre che l’italiano ama consultare le informazioni veicolate dai codici QR nei momenti di relax.

Come utilizziamo i codici QR in Italia? Parliamo di percentuali, il miglior metro di misura per capire l’andamento di un fenomeno: 

il 69.2% dei codici utilizzati dalle aziende viene impiegato per mostrare approfondimenti su servizi e prodotti,
il 36.4% per fornire dettagli su eventi,
il 18.6% per iniziative sociali e ONLUS,
il 17.6% per offrire all’utente sconti, promozioni, offerte speciali,
il 14.8% per permettere all’utente di scaricare applicazioni.
 
Di fronte a simili percentuali possiamo solo constatare una rinascita della tecnologia QR code che, passando da statica a dinamica, permette di coinvolgerci in contenuti sempre più personalizzati e aggiornati, creando una seconda realtà informativa virtuale. I codici QR permeano la nostra quotidianità: biglietti aerei e dei mezzi pubblici, su WhatsApp e altri servizi di messaggistica istantanea, su confezioni e persino su volantini di grandi catene di distribuzione. Non abbiamo toccato altro che la base di un’enorme piramide di possibilità di utilizzo.

 

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