Pronti, Partenza, Via!

Stili di vita dei bambini in Italia: 1 minore su 5 non fa attività motorie nel tempo libero, nel 27% dei casi per difficoltà economiche; 4 ragazzi su 10 si muovono in auto, pochi (28%) a piedi,  ancora meno (15%) in bici; quasi tre su cinque trascorrono in casa il tempo libero.
 
Promosso da Mondelēz International Foundation e Save the Children, in partnership con Centro Sportivo Italiano (CSI) e Unione Italiana Sport Per tutti (UISP), il progetto “Pronti, Partenza, Via!”, per la pratica motoria e l’educazione alimentare di bambini e adolescenti, in quattro anni ha già coinvolto 96.000 minori e adulti e 1400 operatori nelle 10 città italiane in cui è stato sviluppato. 
Da quest’anno l’estensione in altre quattro città.
 
Stefano Robba, direttore Corporate Affairs Mondelēz: “Abbiamo creduto sin dall’inizio nell’importanza che questo progetto poteva avere sulla vita dei ragazzi e il successo di questi anni ci ha spinto a continuare nel supporto che stiamo offrendo a Save the Children per migliorare gli stili di vita di tanti bambini che vivono in città dove spesso non hanno luoghi né opportunità per fare l’attività fisica necessaria alla loro crescita. Per questo oggi siamo lieti di annunciare non soltanto la continuazione del progetto, ma la sua estensione ad altre quattro città. Mondelez International Foundation ha tra le proprie priorità la sicurezza alimentare, la salute e il benessere dei consumatori, il rispetto dell’ambiente e la sua sostenibilità. Ci piace ricordare tutto questo per ribadire l’importanza di stili di vita salutari, dell’attività fisica, dell’equilibrio e del benessere psicologico e dell’attenzione all’alimentazione. Come Gruppo leader globale nel mercato dello snacking abbiamo il dovere di contribuire a migliorare la vita delle persone sia attraverso i nostri prodotti e nel modo in cui li produciamo, sia attraverso la promozione di stili di vita più sani, con progetti come questo”.  
 
Quasi un bambino su cinque (17%) in Italia non fa sport nel tempo libero e per il 27% di loro la motivazione deve essere ricercata nella mancanza di possibilità economiche delle famiglie di affrontare questa spesa.  Circa un minore su dieci, invece, non pratica attività motorie neppure a scuola (11%), per mancanza di spazi attrezzati o per l’assenza di attività nel programma scolastico. Questi i dati principali che emergono dalla ricerca “Lo stile di vita dei bambini e dei ragazzi”, realizzata da Ipsos[1] per Save the Children e Gruppo Mondelēz in Italia, in occasione dei quattro anni di “Pronti, Partenza, Via!”, progetto promosso nel 2011 da Save the Children insieme a Mondelēz International Foundation  nelle aree periferiche di 10 città italiane (Ancona e Aprilia, Bari, Catania, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Sassari e Torino) a favore della pratica motoria e sportiva e dell’educazione alimentare dei bambini.
Il progetto, realizzato in partnership con Centro Sportivo Italiano (CSI) e Unione Italiana Sport Per tutti (UISP) - con il patrocinio della Società Italiana di Pediatria -  ha coinvolto negli ultimi quattro anni 96.000 beneficiari tra bambini e genitori e sono 1400 i professionisti interessati nelle attività. Sulla scia dei risultati raggiunti, Save the Children e Mondelēz  International Foundation hanno annunciato stamattina che il progetto verrà esteso fino al 2016 e le buone pratiche consolidate in questi anni verranno proposte anche a Roma, Brindisi, Gioiosa Ionica e Scalea, all’interno delle attività dei Punti Luce di Save the Children, strutture “ad alta densità educativa” dove bambini e adolescenti possono studiare, giocare, avere accesso ad attività sportive, culturali e creative.
 
La ricerca Ipsos descrive bambini e ragazzi abbastanza attenti all’alimentazione, che per una buona parte praticano attività sportiva, ma passano anche tanto tempo chiusi in casa davanti alla televisione, ai videogiochi o leggendo un libro. I ragazzi trascorrono in casa o a casa di amici (62%) molto del loro tempo libero, anche perché non ci sono spazi

 all’aperto dove incontrarsi o, anche quando ci sono, sono sporchi e poco sicuri (66%). Solo il 44% dei ragazzi dichiara di trascorrere con i genitori più di un’ora di tempo durante le giornate lavorative, situazione che migliora nel weekend dove però quasi un bambino su quattro (23%) passa comunque meno di un’ora al giorno in attività coi propri genitori. Il tempo trascorso coi ragazzi in famiglia è per lo più dedicato a fare delle passeggiate (58%) e solo poco più di uno su tre va a visitare qualcosa (34%), uno su quattro va al cinema (25%) e meno di uno su cinque fa attività sportiva coi genitori (18%). Quando i ragazzi sono a casa, in media trascorrono 55 minuti al giorno su internet, 47 minuti giocando con i videogame; dal lunedì al venerdì passano in media 71 minuti al giorno davanti alla TV, tempo che si allunga a 84 minuti nei fine settimana. Il 12% di loro sta davanti alla televisione più di tre ore al giorno durante i giorni feriali, percentuale che sale al 20% nel weekend. Circa uno su sei sta su internet e gioca ai videogame per lo stesso lasso di tempo. 
La considerazione che i ragazzi hanno dell’importanza della pratica sportiva e dell’attività motoria resta bassa: solo per meno della metà degli intervistati “uno che pratica sport viene considerato molto bene, perché piacciono i ragazzi sportivi” (46%). Per uno su tre questo elemento non è rilevante per la “popolarità” tra i coetanei (32%) e più di uno su cinque dichiara che tra amici bisogna invece saperne di videogiochi, campionato di calcio e cartoni animati (22%). 

Le occasioni di sport e movimento non si esauriscono però nella pratica sportiva e la sedentarietà dei ragazzi si conferma un tratto distintivo: un intervistato su quattro dichiara di camminare non più di 15 minuti al giorno, dato che aumenta a uno su tre nel Centro Italia; solo il 4% afferma di percorrere a piedi più di un’ora al giorno. Due su cinque vanno a scuola accompagnati in macchina da un familiare e gli altri si muovono utilizzando mezzi pubblici (17%), a piedi (28%) o con la bicicletta (15%). Tra i ragazzi che utilizzano la bicicletta, si segnala un incremento del 6% rispetto alla precedente rilevazione[2] nell’utilizzo delle due ruote, percentuale che sale fino al 22% tra i ragazzi fra gli 11 e i 13 anni. 
Se da un lato i genitori non sono molto presenti in casa con i ragazzi, spesso a causa degli impegni lavorativi, quasi tutti considerano importante che i propri figli vadano bene a scuola (95%) e che pratichino attività sportive (90%). Quasi 4 genitori su 5 (77%) dichiarano di “essere attenti a fornire alimenti salutari durante i pasti”. L’87% afferma di conoscere le regole base dell’alimentazione che favoriscono la crescita equilibrata dei propri figli. È grazie alle tradizioni imparate dalla famiglia d’origine(40%) che i genitori sanno quali sono gli alimenti da mettere sulla tavola per i propri figli, ma nella messa in pratica quotidiana sono meno rigidi: infatti per ben il 32% si tratta di una applicazione solo occasionale.
Il ruolo dei pediatri è invece molto importante per l’educazione alimentare dei propri figli, secondo quanto dichiarano i genitori intervistati: il 56% di loro vorrebbe che fosse proprio il pediatra a fornire loro le informazioni necessarie ad una corretta pratica alimentare e il 19% si aspetta che questi suggerimenti arrivino dagli insegnanti dei figli a scuola. 
Ma cosa mangiano questi ragazzi? Secondo quanto dichiarano i loro genitori, il 74% di loro mangia frutta e verdura almeno una volta al giorno, ma il 22% dei bambini e ragazzi non ha l’abitudine di fare colazione tutte le mattine. Un bambino su due mangia a pranzo con almeno un genitore (52%) e il 27% lo fa a mensa con i compagni. A cena la famiglia italiana sembra riunirsi intorno al tavolo: l’87% dei ragazzi dichiara infatti di cenare sempre o quasi con i genitori. Quattro bambini su 10 affermano però di farlo ogni giorno con la TV accesa.
Secondo quanto emerge dalla ricerca Ipsos, per un intervistato su quattro il problema del sovrappeso e dell’obesità infantile riguarderebbe oltre il 30% dei bambini, fenomeno che secondo il 65% genitori è ancora più grave tra i bambini in età di scuola primaria. 
Si consolidano inoltre abitudini poco sane, come quella di non fare la prima colazione tutte le mattine, che si riscontra in media nel 22% - pari a 1 su 5 - dei bambini e dei ragazzi, abitudine che peggiora col crescere dell’età (29% tra i 14 e i 17 anni, 23% tra gli 11 e i 13 anni,15% fra i 6 e i 10 anni, e).Lo spuntino, invece, è una positiva consuetudine che riguarda quasi 3 minori su 4 (74%), che dichiarano che durante la settimana qualche volta o spesso mangiano fuori dai pasti principali, di solito a metà pomeriggio (52%). Solo uno su tre dichiara di fare la merenda sia a metà mattina che a metà pomeriggio, consumando quindi i cinque pasti consigliati al giorno. 
 
 
In 10 città italiane dal 2011 Save the Children e Mondelēz International Foundation per promuovere sani stili di vita. Dal 2015 il progetto esteso ad altre 4 città.
Save the Children ha promosso il progetto “Pronti, Partenza, Via” nel 2011 insieme a Mondelēz International Foundation e in partnership con il Centro Sportivo Italiano (CSI) e l’Unione Italiana Sport Per tutti (UISP) per sensibilizzare, informare e coinvolgere bambini, genitori, insegnanti e operatori del settore e per promuovere uno stile di vita più sano, soprattutto in aree particolarmente disagiate di alcune città italiane. Il progetto è stato implementato nella sua prima fase ad Aprilia, Ancona Bari, Catania, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Sassari e Torino. I risultati ottenuti sono stati significativi, con circa 96mila beneficiari del progetto, 10 aree sportive e verdi – anche pubbliche – che sono state riqualificate e utilizzate per attività motorie e 1400 persone coinvolte, tra operatori, insegnanti pediatri, nutrizionisti. 
L’intervento è consistito nel recupero e messa in opera di spazi come campi da gioco, percorsi sportivi, spazi verdi, campi polivalenti, skate e roller park, piste podistiche e ciclabili, con l’obiettivo di farne dei luoghi aperti a tutto il quartiere, contribuendo così a contrastare fenomeni di emarginazione ed esclusione sociale. Inoltre sono state organizzate sessioni informative su alimentazione e stili di vita salutari, all’interno delle scuole primarie e sono stati aperti 10 punti informativi dove le famiglie possono incontrare professionisti, come nutrizionisti e pediatri.  
 
A proposito di Mondelēz International
Mondelēz International, Inc. (NASDAQ: MDLZ) è un colosso globale nel settore dello snacking, ha registrato nel 2014 un fatturato proforma complessivo di oltre 30 miliardi di dollari US. Presente in 165 Paesi, è un leader mondiale nelle categorie Cioccolato, Biscotti, Gomme da masticare, e Bevande istantanee, ha in portafoglio diversi marchi da miliardi di dollari come i biscotti Oreo, LU e Nabisco, il cioccolato Cadbury, Cadbury Dairy Milk e Milka, le gomme da masticare Trident e le bevande istantanee Tang. Mondelēz International è inclusa nel Standard and Poor’s 500, NASDAQ 100 e Dow Jones Sustainability Index. 
In Italia Mondelēz International è protagonista nel panorama dell’industria alimentare da oltre 40 anni, ha sede a Milano e stabilimenti produttivi a Caramagna e Capriata D’Orba. Vanta un ampio portafoglio di marchi di riconosciuta eccellenza come Sottilette®, Philadelphia, Milka, Fattorie Osella, Oro Saiwa, Premium, Tuc, Oreo, Cipster, Fonzies, Ritz, Yonkers, Halls, Mikado e Vitasnella. 
Mondelez International è consapevole che lo sviluppo del suo business sia direttamente legato al benessere del Pianeta. In quest'ottica, per sostenere una strategia di crescita sostenibile, nel 2014 ha lanciato The call for well-being, una call-to-action rivolta ai dipendenti, ai fornitori e ai partner per crescere, sviluppando nuovi approcci che abbiano un impatto positivo sul benessere del pianeta.                                                                                                                               
La Call for well-being di Mondelez si concentra su quattro aree di intervento che sono cruciali per il mondo e dove come azienda il Gruppo può fare la differenza: Snacking consapevole, Sostenibilità, Sicurezza e Impegno nelle comunità locali. 
[1] Ricerca effettuata da IPSOS per Save the Children e Gruppo Mondelēz in Italia con metodologia CAWI dal 18-30 giugno 2015 su un campione di 700 intervistati, stratificato e casuale, selezionato in base a quote per sesso, età, area geografica.
 

 

Registrazione newsletter

Iscriviti per ricevere la nostra newsletter