Colazione

La colazione dei celiaci

Il numero delle persone che consumano quest’importante pasto fuori casa è in continuo aumento. Chi soffre di intolleranza al glutine, però, spesso si trova a dovervi rinunciare, per via della difficoltà a reperire alimenti sicuri.

Com’è la colazione di un celiaco?


La prima colazione, lo sappiamo, è fondamentale per affrontare bene la giornata, poiché ci fornisce le energie necessarie dopo il lungo digiuno notturno. Chi soffre della malattia celiaca, però, ha un problema in più rispetto agli altri che già normalmente saltano a piè pari quest’importante pasto: la difficoltà di trovare alimenti solitamente consumati in quest’occasione che siano privi di glutine. Se consideriamo infatti che molti degli alimenti dedicati a questo pasto sono a base di cereali, ci rendiamo subito conto che, per una persona affetta da celiachia la prima colazione può facilmente rappresentare un problema.
Chi soffre di questa intolleranza, infatti, non può assumere alimenti che contengano glutine, presente principalmente nei cereali, quali frumento, orzo, segale, farro, spelta, criticale, kamut, e nei loro derivati, utilizzati spesso anche come additivi in alimenti “non sospetti”, come i salumi, i gelati, alcuni piatti pronti e formaggi.

Come deve regolarsi, allora, una persona affetta da celiachia, per non privarsi di questo fondamentale pasto?
Sostanzialmente, il problema riguarda solamente l’apporto energetico fornito dai carboidrati, poiché proprio questi ultimi vengono forniti in maggior misura dai prodotti da forno, particolarmente esposti al rischio glutine. Per il resto, la colazione di un celiaco è perfettamente analoga a quella di chi non soffre di questo disturbo: si raccomanda una porzione di latte o uno yogurt bianco, della frutta fresca o una spremuta e per quanto riguarda i carboidrati, si può optare per i prodotti a base di riso (ad esempio del riso soffiato) o di mais (i fiocchi di mais, zuccherati e consumati con una bella tazza di latte scremato).
Particolare attenzione invece va posta su marmellate, yogurt alla frutta, succhi di frutta addizionati di fibre, biscotti e torte, cacao in polvere, che possono contenere del glutine, anche sotto forma di additivo, non sempre dichiarato in etichetta. In questi casi, meglio orientarsi sui prodotti che presentano il marchio a spiga barrata, che garantisce l’assenza di questa sostanza e su quelli erogati dal Servizio Sanitario Nazionale, regolarmente iscritti nel registro Nazionale degli Alimenti destinati ad un’alimentazione particolare. Tra questi, infatti, si annovera una vasta gamma di prodotti, compresi pane, biscotti e farine, che consentono di consumare una prima colazione tradizionale altrettanto gustosa.

La colazione ideale

Per tutti, celiaci e non, l’ideale sarebbe cominciare la giornata con una bella tazza di latte (250 ml), per gli adulti meglio se parzialmente scremato, accompagnata da un frutto (che apporta zuccheri semplici e fibra) o una spremuta e da carboidrati complessi, presenti nel pane nei cereali in fiocchi, nelle fette biscottate e via discorrendo. Una parte degli zuccheri, inoltre, può essere anche in forma prontamente assimilabile (zuccheri semplici), come quelli contenuti in miele, marmellata e zucchero: essi hanno il vantaggio di fornire energia pulita (cioè senza scorie) e di metterci di buon umore, e i cibi che li contengono spesso aggiungono una nota di colore alla prima colazione (e si sa, anche l’occhio vuole la sua parte!).
Un pasto così formulato assicura un buon rendimento durante la mattinata e offre l’energia e il nutrimento necessari dopo il digiuno notturno.
La classica colazione italiana consumata al bar, cappuccino e brioche, non offre invece tutti gli elementi necessari al nostro benessere, poiché la quantità di latte assunta è scarsa, e la brioche è troppo ricca in grassi. La quantità di calorie introdotte è invece corrispondente a coprire il fabbisogno energetico previsto per questo pasto.

Colazione al bar
A questo proposito è importante sottolineare come, per chi soffre di intolleranza al glutine, sia rischioso consumare la prima colazione al bar perché, oltre alle possibili contaminazioni, è difficile risalire agli ingredienti degli alimenti sfusi e posti in vendita nei luoghi pubblici.
Negli ultimi anni, il cambiamento dello stile di vita ha reso necessario il consumo sempre più frequente di pasti fuori casa, compreso la prima colazione. Cosi chi soffre di intolleranze alimentari si ritrova a dover fare i conti con una ristorazione inadatta. Fortunatamente, il numero degli esercizi che si stanno attrezzando per fornire pasti (e quindi anche colazioni) ai celiaci è in continua crescita, probabilmente perché è aumentata la consapevolezza che questa intolleranza colpisce sempre più persone, e che l’assunzione di glutine anche in piccolissime dosi può rivelarsi estremamente dannosa per questi soggetti. Dal canto suo, un celiaco ha sempre il dovere di informarsi sugli ingredienti degli alimenti che si appresta a consumare e non deve comunque abbassare la guardia, specialmente se si reca in esercizi dove viene espressamente indicata la disponibilità a servire pasti privi di glutine.

I limiti dell'etichettatura
Per quanto riguarda l'etichettatura, i prodotti destinati a sostituire quelli contenenti glutine devono essere notificati al Ministero della Salute, che provvede ad inserirli nel Registro Nazionale degli Alimenti destinati ad un'alimentazione particolare, che pubblica periodicamente. Sulla base del decreto 111/92 e previa autorizzazione del sito produttivo, questi alimenti recheranno la dicitura "SENZA GLUTINE". Di recente, il Ministero ha concesso di apporre in etichetta la dicitura "NON CONTIENE FONTI DI GLUTINE" anche per quei prodotti, quali i salumi ed i gelati industriali, non considerati dietetici e quindi non ricadenti nel campo di applicazione del decreto 111/92.
In attesa di una normativa più attenta e completa in materia di etichettatura, l'AIC ha approntato due forme di supporto per il consumatore celiaco:
-  La redazione di un Prontuario degli Alimenti;
-  La concessione, per i prodotti gluten-free, del marchio a spiga barrata.
In questo senso si vuol fornire un aiuto concreto a questo gruppo di persone, dando, tramite il prontuario, un'informazione circa i prodotti alimentari del libero mercato valutati come idonei da AIC e rendendoli facilmente riconoscibili mediante l'apposizione in etichetta del marchio a spiga barrata, che è stato valutato, in seguito ad un'indagine svolta presso i consumatori, "riconosciuto", "preferito" e "tranquillizzante".

L’importanza di questo pasto
Ad ogni modo, sia che si decida di consumarla a casa o che la si faccia al bar, la prima colazione deve fornire le energie per affrontare al meglio la prima parte della giornata. Considerando una dieta media di 2000 calorie, quelle fornite da questo pasto dovrebbero essere all’incirca 400. Purtroppo, la maggior parte della popolazione italiana ne sottovaluta l’importanza, dedicandogli poco tempo o addirittura saltandolo. Si preferisce infatti dormire qualche minuto in più e bere un caffè di corsa, anziché dare il tempo al nostro organismo di mettersi a regime e  avvertire il senso della fame (spesso assente appena svegliati). Sarebbe invece preferibile andare a letto un po’ prima, in modo da mantenere invariato il numero delle ore di sonno, per alzarsi più presto e avere così il tempo di preparare e gustare una buona prima colazione, indispensabile per iniziare la giornata di buon umore. Solo così avremo le energie sufficienti per svolgere le nostre attività al meglio, evitando anche la sonnolenza e il calo di attenzione tipici della fame. Inoltre, una buona colazione ci consentirà di arrivare alla pausa pranzo senza il classico “buco” allo stomaco, che ci spinge a mangiare di più e in fretta.

 

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