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CAMBIARE IL MONDO SENZA CAMBIARE IL MENU’: FINDUS LANCIA “GREEN CUISINE”, LA NUOVA GAMMA PER UNA RIVOLUZIONE SOSTENIBILE

Ipsos: “Il 45% degli italiani introdurrebbe prodotti sostitutivi della carne nella propria alimentazione per il benessere del pianeta”. Tre referenze che, grazie all’utilizzo delle proteine dei piselli, sostituiscono l’esperienza di gusto e di consistenza della carne, con un apporto proteico similare. La linea Green Cuisine arriva in Italia dopo il lancio nel Regno Unito e in Irlanda. Nel 2020 sarà lanciata in altri 11 Paesi. L’obiettivo di fatturato è di oltre 100 milioni di euro in tutta Europa entro il 2022. Buono e sostenibile: il burger Green Cuisine ha una Carbon Footprint 7 volte più bassa e un consumo di acqua minore dell’80% rispetto ad un hamburger di carne tradizionale.


Una rivoluzionaria gamma di prodotti, tre nuove referenze - burger, polpette e salsicce - buone e soprattutto senza carne. È questa Green Cuisine, la nuova sfida di Findus, azienda leader in Italia nel settore dei surgelati e parte del gruppo Nomad Foods, una vera e propria “rivoluzione” che vuole cambiare il mondo senza cambiare il menù, e che strizza l’occhio a tutte le persone in cerca di alternative alla carne meno ‘costose’ per l’ambiente, senza rinunce in fatto di gusto.

NOMAD FOODS E FINDUS ITALIA ENTRANO NEL MERCATO DEI SOSTITUTIVI DELLA CARNE: DA GREEN CUISINE OLTRE 100 MILIONI DI EURO IN TRE ANNI
Con la linea di prodotti Green Cuisine, Findus, dal 2015 parte del gruppo Nomad Foods, entra nel mondo delle alternative alla carne, un mercato che attualmente vale 4,6 miliardi di dollari a livello globale e supererà i sei entro quattro anni, con la quota di mercato maggiore (39%) in Europa[1].
L’Italia vedrà arrivare nei supermercati i prodotti della linea Green Cuisine dopo il successo ottenuto nel Regno Unito e in Irlanda, già presenti nel 2019. Nomad Foods prevede poi di lanciare quest’anno la linea Green Cuisine in altri 11 Paesi tra cui Francia, Spagna, Germania, Belgio.
Con Green Cuisine intendiamo rivolgerci a tutti, non solo a chi segue una dieta vegetariana o vegana, ma a tutti quei consumatori che desiderano ridurre il consumo di carne ma non trovano un prodotto altrettanto buono” - spiega Renato Roca, direttore Marketing di Findus. “Il company purpose del nostro Gruppo, Nomad Foods, è Serving the World with Better Food, servire il mondo con cibo migliore. Stiamo investendo molto in termini di ricerca e sviluppo su questo brand, con l’ambizione di coprire più di 100 milioni di Euro di fatturato entro il 2022” - continua Roca. “Findus già entra nelle case di 16 milioni di famiglie italiane e ci sembra doveroso fare la nostra parte per aiutare i consumatori a fare 
scelte più sostenibili, non solo aumentando il consumo medio di vegetali e pesce, ma anche sostituendo l’eccessivo consumo di carne rossa con prodotti sostenibili, nutrienti, ma anche molto buoni. La nostra, insomma, è una call to action per aderire ad una rivoluzione con il sorriso, che si combatte con forchetta e coltello”.

ITALIANI E PRODOTTI SOSTITUTIVI DELLA CARNE, IPSOS: IL 45% LI INTRODURREBBE NELLA PROPRIA DIETA PER IL BENESSERE DEL PIANETA
Qual è la percezione che gli italiani hanno dei prodotti sostitutivi della carne? Li conoscono? Li vorrebbero introdurre nella loro dieta o lo hanno già fatto? Secondo un’indagine di IPSOS per Findus, al momento questa tipologia di prodotti gode di una conoscenza superficiale, tanto che la percentuale maggiore del campione intervistato (il 40%) ha dichiarato di conoscerli “solo di nome”, contro il 28% che invece già li conosce o li ha provati. Al contempo, però, cresce anche la fetta di curiosi: il 29% ha infatti affermato di volerli introdurre nella propria dieta in un prossimo futuro, percentuale che raddoppia (60%) tra chi invece li conosce bene. Lo studio, inoltre, sottolinea come nel corso degli anni sia aumentata la conoscenza del concetto di sostenibilità, che oggi è importante per 9 consumatori su 10. L’interesse a introdurre prodotti sostitutivi della carne nella propria dieta cresce in modo ampio, fino a conquistare il 45% degli italiani, (che sale al 60% nella fascia degli under 24) quando si dimostra il loro basso impatto ambientale. Ma quali sono le qualità ricercate da chi li sceglie? Ai primi posti, praticamente a pari merito, con rispettivamente il 37% e il 36%, ci sono motivi legati alla salute e il loro essere sostenibili. Sull’ultimo gradino del podio, più distanziati (27%), i motivi legati all’etica e al benessere animale.

“CAMBIARE IL MONDO SENZA CAMBIARE IL MENÙ”: PRODOTTI SALUTARI, NUTRIENTI E NESSUN COMPROMESSO PER IL GUSTO
La linea Green Cuisine si rivolge a chi vuole rendere la propria dieta più “Green”: un insieme sempre più numeroso di persone in cerca di un prodotto che coniughi gusto, salute e sostenibilità. I prodotti Green Cuisine sono ideati per sostituire l’esperienza di gusto e la consistenza della carne, ma come ci riescono? Per farlo viene utilizzata una particolare varietà di piselli, particolarmente ricca di proteine, il pisello giallo. Per realizzare il burger si parte quindi da questo pisello, da cui vengono estratte le proteine che diventano la base della ricetta, a cui vengono aggiunti altri ingredienti, per ottenere aspetto, consistenza e gusto in grado di sostituire l’esperienza della carne. La nuova linea Green Cuisine comprende 3 referenze: burger, salsicce e polpette a base vegetale. Rispetto alla carne, i prodotti Green Cuisine hanno meno grassi saturi e più fibre ma nessun compromesso in fatto di gusto. Sono infatti ideali per preparare delle ricette semplici ma gustose, dall’intramontabile panino con il burger, a gustose polpette al sugo, fino alle classiche salsicce con patate, così da non richiedere troppo cambiamento nelle abitudini alimentari e nei menù dei consumatori. In più, hanno un apporto proteico similare: un burger Green Cuisine contiene 14 grammi di proteine rispetto ai 16 grammi contenuti in un hamburger di carne. 

NON TUTTI I BURGER SONO UGUALI. CON QUELLI GREEN CUISINE EMISSIONI DI C02 PIÙ BASSE DI 7 VOLTE E RISPARMIO DI ACQUA DELL’80%
L’attenzione alla sostenibilità è parte integrante del DNA aziendale di Findus e l’impegno per avere materie prime approvvigionate in modo sostenibile è parte di un percorso che l’azienda porta avanti da tempo in tutti i campi: da quello del pescato, dove ha introdotto i marchi certificati MSC e ASC, fino a quello delle verdure, dove Findus ha aderito a SAI Platform, la principale iniziativa globale per  un’agricoltura sostenibile, e questo approccio si riflette anche su tutta la nuova linea Green Cuisine. “Il legame tra scelte alimentari e impatto ambientale è molto forte: le emissioni di CO2, responsabili del riscaldamento globale, sono generate per circa un terzo dalla produzione e dal consumo di cibo e tutto quello che possiamo fare, per modificare i nostri comportamenti di consumo e renderli più sostenibili, ha un effetto reale e importante sul benessere del Pianeta” - afferma Carlo Alberto Pratesi, Professore Università Roma Tre, EIIS - European Institute for Innovation and Sustainability. L’obiettivo della linea Green Cuisine è proprio questo: offrire prodotti che siano non solo buoni e nutrienti ma anche rispettosi della Terra. Il burger Green Cuisine ha una carbon footprint - la misura che esprime in CO2 equivalente il totale delle emissioni di gas ad effetto serra associate direttamente o indirettamente ad un prodotto - più bassa mediamente dell’85% (circa 7 volte) rispetto ad un hamburger di carne. E non solo: il burger Green Cuisine è realizzato con un consumo di acqua nettamente minore rispetto a quello necessario per un hamburger tradizionale. “Tra le tante sfide che l’umanità è chiamata a vincere - continua Pratesi - c’è quella di ridurre la sua impronta idrica. Se passassimo da un hamburger di tipo animale ad uno fatto da proteine vegetali avremmo un risparmio di acqua che potrebbe essere stimato intorno all’80%”.

 

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