Cereali

Cereali: l’energia a colazione

Si pensa che l’origine dei cereali per la prima colazione sia datata intorno alla meta dell’800, periodo in cui i membri della Chiesa Avventista del 7° giorno, preferendo una dieta a base di vegetali, avrebbero sperimentato e messo a punto un sistema per la preparazione di questi innovativi alimenti.

Il prodotto granulato “Granula”, realizzato da J.C. Jackson nel 1863, può essere invece definito il primo cereale per la prima colazione commercialmente disponibile. Un prodotto simile a questo, realizzato a partire da farina di grano, avena e mais, fu messo a punto anche da J.H. Kellogs a cui si deve il lancio sul mercato americano, nel 1907 dei famosi corn flacks, che ottennero subito un rilevante successo.
La Gran Bretagna e gli Usa sono stati quindi i luoghi d’espansione di questi prodotti e, ancora oggi sono quelli in cui vengono ideati e “lanciati” in anteprima sul mercato i prodotti innovativi. Una “moda” che negli ultimi trent’anni ha contagiato anche l’Europa, dove i cereali sono divenuti sinonimo della prima colazione. Un cambiamento che ha comportato alcune modifiche sostanziali nell’ambito nutrizionale, prima fra tutte quella di riportare stabilmente il latte nella dieta di molte persone che lo avevano escluso. In secondo luogo, i cereali, in particolare quelli poco raffinati e quindi ricchi di fibre, hanno un potere saziante decisamente superiore rispetto ai classici frollini, consentendo quindi di consumare delle prime colazioni decisamente più sane ed equilibrate.
I cereali, nel corso di questo secolo, hanno trovato largo impiego prevalentemente nella preparazione di alimenti per la colazione. Dopo i fiocchi di mais e avena, sono comparsi sul mercato nuovi prodotti con altri cereali come il grano, riso, orzo e segale. Attualmente in commercio sono disponibili diversi tipi di cereali in grado di soddisfare tutti i gusti.
I cereali pronti (ready-to-eat) che costituiscono la fascia più ampia del mercato e comprendono essenzialmente due categorie: cereali “per adulti” soffiati o in flakes (corn flakes, riso soffiato, fiocchi di altri cereali).
Ci sono poi i cereali pronti “per bambini”, resi più appetibili dall’aggiunta di miele, cacao e zucchero. Una seconda gamma di prodotti è rappresentata da muesli, miscele di vari cereali arricchite con frutta secca, prugne secche, crusca, etc. Un’altra categoria merceologica, che occupa una fascia molto ristretta del mercato, è rappresentata dai cereali che richiedono una breve cottura prima di essere consumati. Essi sono rappresentati da grani di avena e frumento in scaglie, i quali derivano dalla tradizione inglese e in particolare scozzese. Sono ottenuti trattando, a elevate temperature e pressioni, i semi che vengono poi ridotti in scaglie. Infine ci sono i cereali in barrette, che costituiscono l’ultima novità del settore e presentano il vantaggio di poter essere  facilmente trasportati e quindi consumati come snack durante la giornata.
Nel corso degli anni il processo di produzione dei flakes (a base di mais, riso e grano) e dei cereali soffiati (riso, orzo e avena) si è notevolmente evoluto. Attualmente, la preparazione di questi prodotti prevede l’impiego di tecnologie sofisticate nella fase di macinazione dei cereali, grezzi o determinati. Alla farina così ottenuta vengono aggiunti altri ingredienti (farina di malto, proteine di soia, fibra). Poi la miscela viene immessa nell’impianto di estrusione-cottura. Per i cereali soffiati il processo termina a questo punto, mentre per i flackes viene effettuata la laminazione e tostatura dei fiocchi estrusi.
I cereali per la prima colazione, essendo costituiti essenzialmente da glucidi complessi (amido), proteine e fibra, presentano un rilevante valore nutrizionale. Infatti, insieme a latte e yogurt, si prestano alla preparazione di prime colazioni equilibrate, nutrienti ed energetiche, qualità preziose in particolare per i ragazzi.
Purtroppo nei Paesi mediterranei, come Italia e Spagna, spesso a colazione ci si limita a bere una tazzina di caffè in tutta fretta, mentre in Francia e in Belgio si ingurgita il caffelatte con una brioche imbevuta di grasso, commettendo quindi dei grossi errori nutrizionali. Però, anche se lentamente, le abitudini alimentari del consumatore europeo stanno cambiando. C’è una maggiore attenzione verso stili di vita più salutari e per un’alimentazione sana ed equilibrata che, associati alla mancanza di tempo, costituisce un’occasione di crescita per il mercato europeo dei cereali per la prima colazione.
La prima colazione è considerata d’importanza fondamentale, poiché deve fornire le energie per affrontare al meglio la prima parte della giornata. Se prendiamo ad esempio una dieta media di 2000 calorie, quelle fornite dalla prima colazione dovrebbero essere all’incirca 400. Solo così avremo le energie sufficienti per svolgere le nostre attività al meglio, evitando anche la sonnolenza e il calo di attenzione tipici della fame. Inoltre, una buona colazione ci consentirà di arrivare alla pausa pranzo senza il classico “buco” allo stomaco, che ci spinge a mangiare di più e in fretta.

Occhio alle calorie

Da un punto di vista strettamente calorico, sarebbe meglio orientarsi verso quei cereali con un elevato contenuto in fibra, così che si resti intorno alle 350 Kcal per etto, che invece aumentano anche in maniera notevole se ci si orienta verso quei prodotti zuccherati o arricchiti con frutta secca e cioccolato.

Le grandi aziende produttrici, per la maggior parte multinazionali americane, sono molto attente alle nuove esigenze dei consumatori “salutisti”, che cercano prodotti sicuri, naturali e nutrizionalmente più completi. Non a caso, agli ingredienti base di questi cereali, spesso integrali, vengono aggiunti, per aumentarne ulteriormente il valore nutritivo, vitamine e sali minerali. Un’aggiunta importante, che può colmare carenze alimentari.
Indirizzati prevalentemente ai bambini, questi ultimi prodotti sono solitamente arricchiti in vitamine del complesso B (utile per una corretta crescita) e di minerali, calcio e ferro in particolare. Mentre per le vitamine le aggiunte sono solitamente esigue, è possibile riscontrare invece dei livelli di minerali decisamente interessanti, specie per questa categoria di consumatori, che ne ha un fabbisogno superiore dell’adulto e che spesso tende ad assumerne di meno (alcuni sali minerali si trovano prevalentemente nella verdura, di cui i bambini non sono notoriamente golosi).
I cereali arricchiti in fibre sono invece riservati agli adulti e presentano il vantaggio di essere meno calorici e più sazianti. Il loro contenuto in questa sostanza può variare da pochi grammi fino ai 10-15, a seconda degli ingredienti utilizzati e si rivelano particolarmente adatti a chi abbia problemi di intestino pigro. E’ noto infatti come la fibra, tra i suoi innumerevoli effetti benefici, sia di grande aiuto nello stimolo della peristalsi, limitando così l’assorbimento delle sostanze nocive che altrimenti ristagnerebbero all’interno dell’organismo.
Tra tanti fattori assolutamente positivi che questi prodotti offrono c’è però una nota stonata: fino a qualche anno fa infatti, trovare additivi come grassi idrogenati o coloranti aggiunti era cosa rara, poiché la tostatura e un ottimo processo produttivo, sono in grado di garantire la buona qualità e la conservazione del prodotto. L’offerta di prodotti sempre più sofisticati, però, ha da un lato permesso al consumatore di trovare più facilmente una risposta adeguata alle proprie esigenze, ma dall’altra ha fatto sì che aumentasse l’aggiunta di questi ingredienti. E’ quindi consigliabile, al momento dell’acquisto, leggere attentamente gli ingredienti in etichetta, in particolar modo se si sceglie di acquistare dei cereali particolarmente elaborati.

Dove vanno i cereali
Secondo una recente ricerca di mercato svolta dall’Euromonitor, nei Paesi Anglosassoni gli snack a base di cereali hanno conquistato una crescente popolarità e vengono consumati in ogni occasioni. In Europa, invece, la colazione tradizionale non cede facilmente il terreno, anche se come abbiamo visto i cereali sono considerati un’ottima alternativa. Per quel che concerne l’Italia, sembra che i nostri connazionali non siano molto desiderosi di stravolgere le proprie abitudini, infatti l’interesse verso i cereali da prima colazione si sta sviluppando molto lentamente rispetto ad altri Paesi, come Francia e Germania, in cui i consumi sono già molto più elevati. L’Euromonitor prevede però, per l’Italia, un promettente aumento dei volumi di vendita del 20% per i prossimi anni, grazie anche ai rilevanti investimenti pubblicitari.

Più grassi o più zuccheri? Per uomini e donne non e’ la stessa cosa
Da una ricerca effettuata dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche  dell’Università di Milano è risultato che una colazione ricca in carboidrati può prolungare il senso di sazietà, a differenza di una ricca in lipidi, che invece sembrano stimolare maggiormente l’appetito. In particolare i carboidrati complessi contenuti, ad esempio, nei fiocchi di frumento integrale e riso, hanno conseguito l’effetto migliore per quanto concerne la sensazione di pienezza, sazietà e desiderio di mangiare, risultato analogo a quello procurato dai prodotti per la prima colazione più tradizionali (come biscotti e brioches), col vantaggio però di contenere meno lipidi, a parità di apporto calorico. Inoltre, proprio per il modesto contenuto di grassi, i cereali per la prima colazione sono usati preferibilmente dalle donne che, essendo da sempre più attente alle calorie e alla composizione della dieta, tendono a fare delle stime più attente e precise del contenuto in grassi e calorie degli alimenti che consumano. Gli uomini invece risultano meno attenti agli apporti calorici e appaiono più interessati ad alcune caratteristiche sensoriali dell’alimento, quali il sapore, il colore, la croccantezza, ecc. Ecco perché a colazione prediligono i frollini o i biscotti secchi che, tra l’altro, procurano un’immediata sensazione di pienezza.

Attenzione all’etichetta
Fra le tante marche di cereali, destinati alla prima colazione, alcune fanno uso di termini che possono far supporre una valenza salutistica del prodotto, quali: sano, naturale, light, senza grassi aggiunti, addizionato a fibre e vitamine, a steroli vegetali o omega3, e via discorrendo. La realtà è che molti prodotti non sono all’altezza di quanto pubblicizzano e, per lo più, contengono elevati livelli di ingredienti malsani, quali: grassi saturi o idrogenati, sale e zucchero. Quindi, diffidate degli slogan altisonanti, tipo: “aiuta la crescita”, “fa bene alla pelle“, “aiuta a mantenere la linea”, per poi scoprire che contengo il 35% di zucchero. Basta leggere l’etichetta per capire se il prodotto è adatto o no ad una dieta equilibrata.

COMPOSIZIONE DI ALCUNI ALIMENTI DELLA COLAZIONE
Dove non indicato, i valori si intendono per 100 g di prodotto

Prodotto

Energia (Kcal)

Proteine (g)

Carboidrati (g)

Lipidi (g)

Caffè (1 tazzina)

4

0

1

0

Cappuccino (1 tazza)

80

2,8

39

2,8

Thè

4

0

1

0

Succo d’arancia

44

0

11

0

Succo di pompelmo

46

0

11,5

0

Succo di pesca

54

0

13

0

Brioche

358

8,3

17,38

20,3

Torta margherita

367

8,9

63,4

10,4

Biscotti frollini

429

7,2

73,7

13,8

Biscotti secchi

416

6,6

84,8

7,9

Corn Flackes

361

6,6

87,4

0,8

Fette biscottate

408

11,3

82,3

6,0

Muesli

364

9,7

72,2

6,0

Marmellata

222

0,5

58,7

tracce



 

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