Focus Ind. Alimentare

Focus di Anticimex sull’industria alimentare
 
Con 58.413 imprese attive, l’industria alimentare si conferma un comparto strategico per il Paese. Alta l’attenzione delle imprese a tutela della salute dei consumatori: +11% gli interventi di controllo e monitoraggio dei roditori e +99% le richieste di servizi con tecnologie innovative. In calo l’uso dei prodotti chimici.
 
Secondo la fotografia di Anticimex, a livello geografico le imprese dell’industria alimentare sono concentrate prevalentemente in Sicilia (7.447), Campania (7.130), Lombardia (5.892), Puglia (4.832) ed Emilia Romagna (4.665). Tra le province risultano più attive Napoli (3.087), Roma (2.181), Bari (1.946), Salerno (1.786) e Milano (1.733)
 
Dal 2010 al 2017 l’industria manifatturiera ha registrato un calo del numero di imprese attive del -10,2%, ma al suo interno esistono settori, come quello alimentare, che lanciano segnali positivi: nel 2017 le imprese attive nel comparto dell’industria alimentare sono 58.413 (+0,2% sul 2016 e +3,5% sul 2010) e incidono quasi il 12% sul totale industria. Un comparto vitale in cui l’attenzione verso il consumatore è sempre più alta: da un lato aumentano gli interventi di controllo e monitoraggio dei roditori (+11%), che possono causare danni alle aziende e problemi di salute ai consumatori, dall’altro cala l’uso di prodotti chimici grazie a una normativa più stringente e all’uso di tecnologie “intelligenti”.

Questa la fotografia di Anticimex, azienda specializzata nel Pest Management e nei servizi di igiene ambientale, elaborata su base dati InfoCamere-Movimprese e su dati interni.
 
A livello geografico, nel 2017 le aziende dell’industria alimentare sono concentrate prevalentemente in Sicilia con 7.447 imprese attive e in Campania con 7.130, regioni che hanno registrato anche il tasso più alto di crescita (+1,3%). Seguono la Lombardia con 5.892 (+0,2%), la Puglia con 4.832 (-0,6%) e l’Emilia Romagna con 4.665 (-1%). 
Tra le città più attive risultano Napoli (3.087), Roma (2.181), Bari (1.946), Salerno (1.786) e Milano (1.733).
 
E sul fronte della sicurezza alimentare? Secondo i dati di Anticimex cresce l’attenzione delle aziende del settore sul tema della sicurezza e dell’igiene ambientale. Nel 2017, infatti, gli interventi eseguiti contro i roditori che, oltre a essere portatori di malattie, possono anche provocare perdita di prodotto, danni agli impianti e di reputazione, sono aumentati del +11% rispetto all’anno precedente. Le imprese più “virtuose” sono quelle del Lazio (+40%), dell’Umbria (+39%) e del Trentino – Alto Adige (+21%), ai primi posti per tasso di crescita.
 
Ma ad aver registrato nel 2017 il “boom” maggiore sono le richieste di intervento con l’impiego di nuove tecnologie - quasi raddoppiate rispetto al 2016 (+99%)-, che permettono di ridurre l’utilizzo di prodotti chimici e al contempo di rispettare l’ambiente circostante. Sistemi sempre più “intelligenti” che prevedono il monitoraggio e il controllo elettronico dei roditori, h24, 7 giorni su 7, e in grado di comunicare dati sull’attività in tempo reale, permettendo quindi di avere la situazione sempre sotto controllo e di intervenire prima che possano provocare danni.
 
“Negli ultimi anni il settore alimentare ha confermato il suo ruolo strategico per il Paese, ponendo sempre più la salute del consumatore al centro della propria filiera – afferma Valeria Paradiso, Responsabile Tecnico di Anticimex Italia – Questo grazie a una normativa più stringente che non solo obbliga le aziende ad adottare un metodo di autocontrollo per identificare e neutralizzare i rischi possibili durante la produzione di un alimento, tra cui la presenza di infestanti, ma ha anche regolamentato l’uso dei prodotti chimici facendo in modo che vengano utilizzati solo se strettamente necessari ed in maniera mirata. A questo si aggiungono le nuove tecnologie che hanno un ruolo chiave per ridurre l’uso di questi prodotti, con un notevole vantaggio per la salute e per l’ambiente.”

 

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