Indagine conoscitiva

Consumatori informati?

INDAGINE CONOSCITIVA SUI BISOGNI INFORMATIVI DEI CONSUMATORI ITALIANI

Osservatorio permanente sulla Filiera italiana del Latte «Mangiar Sano, Filiera Italiana»

Made in Italy agroalimentare, etichette dei prodotti lattiero caseari e materie prime italiane

MADE IN ITALY: il 50% degli intervistati non conosce il significato di “Made in Italy” di un prodotto alimentare (non necessariamente prodotto con materie prime italiane), il 30% circa crede infatti che sia stato realizzato con materie prime italiane, ma il 96% (quasi totalità) ritiene importante un prodotto in realizzato con materie prime italiane ed è disposto a spendere fino al 73% in più per averlo.

ETICHETTE ALIMENTARI: Il 95% degli intervistati le ritiene importanti ma soltanto il 18% le legge integralmente. Si guarda soprattutto la data di scadenza (per il 63%).

LATTE IN POLVERE: l’84% è sfavorevole all’uso per produrre formaggi.

FILIERA AGROALIMENTARE CONTROLLATA E LEGALITA’: il 96% ritiene importante avere una filiera agroalimentare controllata, 1 intervistato su 3 si rivolge alle Associazioni di consumatori in caso di cibo avariato.

Alla presenza di:
Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali MIPAAF
Antonio Caira, Dirigente settore Zootecnia della Direzione Generale delle Politiche Internazionali e dell’Unione Europea  MIPAAF
Gianpiero Calzolari, Presidente Granarolo S.p.A.
Gabriella Arcuri, Responsabile Legale Federconsumatori
Ovidio Marzaioli, Vice Segretario Generale Movimento Consumatori
Denis Pantini, Responsabile Area di Ricerca Agricoltura e Industria Alimentare, Nomisma
Lamberto Santini, Presidente Adoc
Tina Napoli, Responsabile per le Politiche dei Consumatori, Cittadinanzattiva
Sergio Veroli, Vice Presidente Federconsumatori
Alessandro Mostaccio, Segretario Generale Movimento Consumatori
Vittorio Zambrini, Direttore Qualità, Innovazione, Sicurezza, Ambiente Granarolo S.p.A.

Si è tenuta al teatro della Terra Biodiversity Park in EXPO, alla presenza di Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, un Convegno Granarolo in cui sono resi pubblici i risultati dell’Indagine “Etichettatura, tutela, sicurezza  ed educazione alimentare”. L’indagine è stata realizzata dall’Osservatorio permanente sulla Filiera italiana del Latte «Mangiar Sano, Filiera Italiana» costituito da Adoc, Cittadinanzattiva, Federconsumatori e Movimento Consumatori insieme al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e Granarolo.

Etichette prodotti alimentari
Il 95% del campione intervistato ritiene importante le etichette ma, di questo, solo il 18% le legge integralmente. Le informazioni su cui si concentra maggiormente l’attenzione sono soprattutto la data di scadenza (63%), gli ingredienti (50%), la loro provenienza (49%) e l’eventuale presenza di sostanze dannose alla salute (37%).

Una percentuale importante, pari al 48%, considera le etichette poco chiare, troppo tecniche, scritte troppo in piccolo e spesso non le capisce.

Il 96% ritiene importante avere una filiera agroalimentare controllata.

Il 95% degli intervistati è a conoscenza del significato di almeno una delle più comuni certificazioni europee indicate in materia di prodotti agroalimentari.(D.O.P., D.O.C., I.G.T., D.O.C.G.). Ma quando viene chiesto di specificarne meglio la differenza, gli intervistati entrano in difficoltà. L’unica sigla davvero chiara sembra essere la DOC del vino. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Istat, con 261 prodotti riconosciuti su 1.241 totali, l’Italia detiene il primato di paese europeo con il maggior numero di prodotti agroalimentari a denominazione di origine.
L’84% degli intervistati è sfavorevole all’uso del latte in polvere per la produzione di formaggi, anche se una percentuale inferiore (il 64%) sa che in Italia è vietato usarlo.

Etichette prodotti lattiero caseari
Anche nell’ambito dei prodotti lattiero caseari, 5 intervistati su 6 prestano attenzione alle informazioni contenute in etichetta: i consumatori sono interessati in primis alla data di scadenza con l’84%, seguita dall’indicazione del luogo d’origine delle materie prime (61%), dall’elenco degli ingredienti (57%) e dalle modalità di conservazione (52%).

Inoltre circa la metà degli intervistati ritiene importante ai fini dell’acquisto il luogo di trasformazione e confezionamento (45%).

Circa la metà dei consumatori (52%) dice di conoscere la differenza tra un latte standard e un latte di alta qualità e il 58% tra quello standard ed uno biologico (rigidi standard qualitativi previsti dalle normative vigenti che riguardano non solo il prodotto finito ma il metodo di produzione alla stalla, la qualità e la tracciabilità dei mangimi somministrati alle vaccine).

Nessuno degli intervistati conosce il significato della dicitura “leggero/light” che a norma di Reg. CE n.1924/06 identifica un prodotto che contiene il 30% in meno di grassi rispetto al prodotto di riferimento.
 
Pochi conoscono (29%) il significato di “Yogurt Con” (con aggiunta di altri prodotti), la percentuale più alta (38%) dichiara addirittura di non saper rispondere alla domanda.

Infine, solo metà dei consumatori intervistati conosce la differenza tra la data di scadenza e il termine minimo di conservazione cioè che superato tale termine si modificano alcune caratteristiche organolettiche e nutrizionali ma il prodotto può ancora essere consumato senza rischi.

Made in Italy – prodotto in Italia
Prodotto in Italia - Made in Italy - dall’indagine emerge che una delle maggiori esigenze dei consumatori per un’etichetta trasparente e sicura è che i prodotti alimentari presentino l’indicazione della loro provenienza.

L’indagine evidenzia come circa la metà degli intervistati non conosce il significato di “Prodotto in Italia” (trasformato in Italia e prodotto non necessariamente con materie prime italiane).
Una percentuale non trascurabile, infatti, pari al 31%, ritiene erroneamente che la dicitura si riferisca all’origine italiana delle materie prime.

Ma il 96% (quasi totalità) ritiene importante un prodotto realizzato con materie prime italiane. Il 73% dichiara di essere disposto a spendere di più per avere la certezza dell’origine e della provenienza italiana del prodotto nel momento dell’acquisto. Nonostante il periodo di difficoltà economica l’assicurazione di acquistare prodotti provenienti dal territorio italiano porta il consumatore a scegliere di spendere fino al 5% in più almeno per il 41% degli intervistati, tra il 5 e 20% in più per il 26%.

Legalità della filiera agroalimentare
Per i consumatori i principali fattori che esprimono il concetto di legalità della filiera alimentare sono: l’indicazione dell’origine delle materie prime (95%), il rispetto degli standard di sicurezza alimentare (94%), il luogo di trasformazione (91%), l’aderenza a standard di rispetto e tutela dei lavoratori impiegati nella filiera (48%) e la presenza del marchio registrato (42%).

Inoltre, il 38% ritiene abbastanza importante che come fattore di legalità il prodotto sia biologico.
L’84% degli intervistati ritiene che esista la contraffazione in ambito alimentare.

In caso di sospetto di cibo avariato i consumatori sanno a chi rivolgersi in Italia: 30% contatterebbe le Associazioni dei Consumatori; il 29% il nucleo Antisofisticazione e il 36% ASL di pertinenza. Mentre hanno una scarsa conoscenza delle Istituzioni Europee: il 27% conosce EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) e il 16% Rasff  (Sistema di allarme rapido per gli alimenti e i mangimi).

Gianpiero Calzolari, Presidente Granarolo S.p.A. ha dichiarato:
«I risultati dell’indagine mettono in luce il valore della qualità della materia prima e di come questa sia percepita importante dai consumatori italiani nella produzione di un prodotto alimentare. Emerge sicuramente la necessità di importanti sforzi per informare i consumatori sulla filiera produttiva italiana, la conoscenza degli aspetti nutrizionali e della sicurezza alimentare attraverso un lavoro congiunto di tutti,  in primis Istituzioni, mondo associativo e industria alimentare come peraltro negli obiettivi dell’Osservatorio che abbiamo costituito. Sono partite iniziative volte alla promozione presso le istituzioni scolastiche di stili di vita attivi,  percorsi mirati all’educazione ad una alimentazione sana, corretta, sostenibile per l’ambiente ma ancora l’educazione alimentare non è materia curricolare. Forse un passo in tal senso andrebbe fatto. Dall’indagine emerge anche quanto i prodotti del nostro territorio vengano apprezzati anzitutto in Italia. L’84% di intervistati sfavorevoli alla produzione di formaggi con latte in polvere chiede tutele. L'unico modo che l’Italia ha di contrastare le norme europee in merito alla polvere è una iniziativa per una nuova generazione di etichette, semplici, trasparenti e veritiere. Crediamo che il Made in Italy, realizzato con prodotti italiani sia un asset primario per il Paese da valorizzare ulteriormente, sia sul mercato domestico sia  sui mercati internazionali. Valori quali la ricchezza e la qualità delle materie prime italiane vanno infatti salvaguardati e resi riconoscibili ai consumatori italiani e di tutto il mondo».

L’Osservatorio permanente sulla Filiera italiana del Latte «Mangiar Sano, Filiera Italiana» è stato costituito nel 2014 da Adoc, Cittadinanzattiva, Federconsumatori e Movimento Consumatori insieme al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e Granarolo, con l’obiettivo di fornire ai consumatori un’informazione d’interesse generale sulla filiera produttiva italiana e la conoscenza di aspetti nutrizionali legati alla sicurezza alimentare.
L’Osservatorio intende porsi come presidio a garanzia e tutela della qualità e del Made in Italy della produzione lattiero casearia promuovendo a) studi e ricerche, interdisciplinari e intersettoriali, in Italia e all’estero, in collaborazione con Istituzioni pubbliche (nazionali, regionali, locali) e con associazioni, centri studi e di ricerca che si occupano del latte e della sua filiera; b) la lotta alla contraffazione ed all’adulterazione del prodotto lattiero-caseario italiano attraverso campagne di sensibilizzazione e d’informazione nazionale e locale; c) specifiche iniziative di legalità sulla filiera e sul rafforzamento dei presidi di qualità territoriali.

L’indagine ha coinvolto un totale di 1.021 cittadini italiani (313 nord Italia, 389 centro, 319 sud) di età compresa tra 18-30 anni (17%), 31-50 (38%), 51-70 (35%), oltre 70 (10%). Uomo (45%), donna (53%), nr (2%). Istruzione elementare (2%), media (15%), superiore (42%), universitaria (36%), nr (2%).

Gruppo Granarolo
Il Gruppo Granarolo, uno dei principali player dell’agroalimentare italiano, comprende due realtà diverse e sinergiche: un consorzio di produttori di latte - Granlatte - che opera nel settore agricolo e raccoglie la materia prima - e una società per azioni - Granarolo S.p.A. - che trasforma e commercializza il prodotto finito e conta 12 siti produttivi dislocati sul territorio nazionale e 2 in Francia.
Il Gruppo Granarolo rappresenta così la più importante filiera italiana del latte direttamente partecipata da produttori associati in forma cooperativa. Riunisce infatti circa 1.000 allevatori produttori di latte, un’organizzazione di raccolta della materia prima alla stalla con 70 mezzi, 1.200 automezzi per la distribuzione, che movimentano 750 mila tonnellate/anno e servono quotidianamente circa  50 mila punti vendita presso i quali 11 milioni di famiglie italiane acquistano prodotti Granarolo.
Nei propri laboratori, il Gruppo effettua quotidianamente analisi sull’intera filiera produttiva, dalla materia prima al prodotto finito, per garantire al consumatore prodotti di qualità e con elevati standard di sicurezza. 
Il Gruppo Granarolo conta circa 2.100 dipendenti al 31/12/2014. Il 77,48% del Gruppo è controllato dal Consorzio Granlatte, il 19,78% da Intesa Sanpaolo, il restante 2,74% da Cooperlat.
Nel 2014 il Gruppo ha realizzato un fatturato superiore ad un miliardo di Euro.

 

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