Cheving-Gum

La gomma da masticare

Giunto in Italia alla fine della seconda guerra mondiale, il chewing-gum ha trovato un numero sempre crescente di estimatori e oggi è diventato un prodotto in grado di garantire a denti e gengive un’ottima salute.

La gomma da masticare non ha, al contrario di quanto si potrebbe pensare, origini moderne: i primi estimatori furono con tutta probabilità già gli antichi greci, che amavano masticare una resina derivante dal lentisco (o albero del mastice), apprezzata peraltro in tutta l’area del Mediterraneo orientale. Anche i Maya avevano la loro gomma: masticavano il Chicle, il lattice ottenuto dall’albero della Sapotilla. Questa sostanza è divenuta poi la base per i moderni chewing-gum ed anche il suo nome è tutt’oggi utilizzato nei Paesi di lingua ispanica per indicare appunto la gomma da masticare. Anche tra gli indiani del Nord America era diffusa l’abitudine di masticare la resina derivata dall’abete rosso (sdruce), tanto che si diffuse presto anche tra i colonizzatori europei, che iniziarono a commercializzarla intorno alla metà del 1800. La nascita del chewing-gum moderno però, può essere collocata intorno al 1860, quando si aggiunsero al Chicle delle cere e dei coadiuvanti diversi, che hanno permesso di conferire al prodotto una migliore masticabilità. L’aggiunta degli zuccheri, del glucosio in particolare, decretò infine il successo delle gomme da masticare, poiché permise di trattenere meglio l’aroma e di produrle in gusti differenti. Fu una questione di pochi anni e durante la seconda guerra mondiale le truppe americane diffusero tra le popolazioni europee la conoscenza e la moda del chewing-gum. Il successo fu immediato, tanto da attirare subito l’attenzione delle industrie dolciarie, che si impegnarono a capire e soddisfare le esigenze di un numero sempre crescente di consumatori. Oggi le gomme hanno subito notevoli cambiamenti, divenendo da cariogene a utili strumenti per la cura e l’igiene dentale, in grado di soddisfare le esigenze di tutti i tipi di consumatori, in particolare di coloro che, mangiando fuori casa, non hanno la possibilità di lavarsi i denti dopo il pasto.

I CHEWING-GUM E LA CARIE
Negli anni 80 e 90, infatti, la maggior parte dei chewing-gum era zuccherata, nelle tipiche forme a cubetto o a lastrina, e il loro consumo era associato all’idea di dannosità per i denti, nonché ad un’idea di infantilismo e maleducazione. Alla fine degli anni Novanta però furono lanciate sul mercato le prime gomme senza zucchero, rivoluzionando così la stessa idea di chewing-gum: da dolciume nemico dei denti a utile strumento nella lotta contro la carie. Il problema principale, infatti, era rappresentato dagli zuccheri semplici in essi contenuti, che nei prodotti sugar free sono stati sostituiti con dolcificanti che non possono essere fermentati dai batteri della bocca. I dolcificanti intensivi come la saccarina, il ciclamato, l’acesulfame-K e l’aspartame, e i sostituti dello zucchero come l’isomalto, il sorbitolo e lo xilitolo rientrano tutti in questa categoria.
Ricordiamo infatti che la carie dentaria è provocata dagli acidi che i batteri come lo Streptococcus mutans e i lattobacilli producono dalla fermentazione degli zuccheri contenuti nei residui di cibo che restano in bocca dopo aver mangiato. Essi provocano la demineralizzazione dello smalto dentario, poiché sono in grado di dissolvere importanti sali contenenti il calcio e i fosfati, di fondamentale importanza per la salute dentale. Masticare chewing-gum senza zucchero ha invece un doppio effetto sull’igiene orale: in primo luogo, l’azione meccanica della masticazione aiuta a rimuovere i residui di cibo e dall’altra stimola la produzione di saliva, che aiuta a mantenere alto il pH della bocca, ostacolando la moltiplicazione dei microrganismi responsabili della carie. La saliva, inoltre, ha anche un effetto detergente molto importante nella prevenzione della carie: è stato infatti osservato che si ha un numero relativamente minore di carie nella parte anteriore bassa della bocca, dove i denti sono più esposti alla saliva.

LE PROPRIETA’ DELLE GOMME MODERNE
I moderni chewing-gum non si limitano però alla sola assenza di zuccheri cariogeni: essi sono infatti arricchiti con una serie di sali minerali utili alla salute dentaria, ma possiamo anche trovare delle formulazioni aggiunte di bicarbonato che garantiscono ai nostri denti un bel colore bianco o altre ancora in cui sono presenti vitamine. Le aggiunte di calcio e fluoro facilitano la rimineralizzazione dello smalto dentario, poiché la saliva, arricchita in questi minerali, li cede ai denti nel corso di un processo denominato rimineralizzazione. Il fluoro inoltre, contribuisce a tenere sotto controllo la carie dentaria inibendo la produzione di acido batterico, che riduce o rallenta il processo di deterioramento. Quando il processo di demineralizzazione è più intenso di quello di rimineralizzazione nell’arco di un certo periodo di tempo si verifica la carie dentaria. Spesso a fluoro e calcio è associato anche lo Zinco, un minerale molto importante per via del suo effetto antiplacca. La protezione offerta da questi chewing-gum arricchiti non finisce con la masticazione, ma continua anche per le tre ore successive.
I chewing-gum sono anche un alleato prezioso per la freschezza dell’alito, poiché gli aromi, strettamente compenetrati nella gomma, si liberano lentamente e gradualmente e a lungo. Gli ultimi prodotti lanciati sul mercato, hanno inoltre un effetto balsamico, proprietà questa caratteristica fino a questo momento delle caramelle. Il mentolo e l’eucaliptolo, infatti, aggiunti sia nella gomma che nella confettatura, consentono un rilascio di vapori balsamici graduale e più duraturo ed efficace nelle gomme.
Sono inoltre dei validi alleati del nostro sorriso, poiché impediscono a tè e caffè di depositarsi sui nostri denti insieme alla placca, macchiandoli. Anche l’aggiunta di appositi enzimi o più semplicemente del bicarbonato di sodio ridona splendore ai nostri denti. Non dimentichiamoci infine della loro azione salutistica: molte gomme, infatti, svolgono anche la funzione di integratori, essendo arricchite in vitamina C, utile soprattutto ai fumatori. E proprio per chi vuol smettere di fumare, i chewing-gum rappresentano un valido alleato, poiché rappresentano un sostituto psicologico della sigaretta. Masticare gomme aiuta inoltre a concentrarsi ed è un ottimo antidoto in tutte le occasioni in sui sia necessario scaricare la tensione o essere particolarmente attenti: la masticazione infatti aiuta ad allontanare la sonnolenza e stimola la vigilanza.

MERCATO
Il consumo di chewing-gum è per circa il 15% costituito dai prodotti zuccherati, mentre la stragrande maggioranza, l’85% riguarda i prodotti sugar free. Tra questi inoltre si può fare una distinzione tra quelli orientati al gusto (balsamici o alla frutta) e quelli che offrono benefici in termini di igiene orale. I canali di vendita sono costituiti per lo più dalla grande distribuzione (iper e supermercati) e più tradizionalmente da bar e tabacchi, in pacchetti singoli o multipack (2 o più pacchetti). Il gusto più comune e anche più consumato è la menta, seguito dalla fragola (che tra i gusti alla frutta è il più diffuso) e dall’arancia. I prodotti dai gusti “herbal”, a basse di estratti di erbe naturali, sono stati lanciati di recente, ma stanno già ottenendo un discreto successo.
Quello che i consumatori richiedono a una gomma da masticare è che il suo gusto sia buono, intenso e duraturo, e che dia nel contempo una sensazione di freschezza. I chewing-gum sono infatti considerata un’immediata soluzione per ottenere un alito fresco in occasione dei momenti sociali della vita, ma rappresentano anche un momento di relax e intrattenimento durante la giornata. C’è chi li usa come sostituti compulsivi di cibo e sigarette (non a caso sono state create “ad hoc” delle gomme alla nicotina per aiutare chi voglia smettere di fumare) o per tenere l’ansia sotto controllo, ma di certo c’è che il consumatore moderno li apprezza molto e le cifre lo testimoniano.

Rispettare l'ambiente
Quando siamo stanchi di masticare una gomma, ricordiamoci sempre di avvolgerla nel suo incarto e gettarla in un cestino. Rimuoverle dai marciapiedi infatti è un’operazione tutt’altro che semplice e certamente costosa, tanto che alcuni Comuni hanno previsto delle multe salate per chi venga sorpreso a liberarsi per strada dell’amato dolciume. E chi ha calpestato una gomma gettata sul marciapiede, sa senz’altro quanto sia difficoltoso eliminarla dalla suola. Mastichiamo dunque liberamente i nostri chewing-gum, ma ricordiamoci anche di rispettare l’ambiente!

Cosa fare se si ingoia una gomma?
Capita, specie ai bambini, di inghiottire i chewing-gum: come comportarsi in questi casi? Come qualsiasi altro alimento, le gomme da masticare, una volta giunte nello stomaco, subiscono l’attacco dei succhi gastrici, che le digeriscono parzialmente. Quello che resta, viene normalmente espulso con le feci. Nessun problema, dunque, se la quantità è modesta. Se invece il quantitativo di gomme ingerite è rilevante, cosa che può capitare se ad ingerirle è un bambino piccolo, che le può inghiottire una dietro l’altra, si potrebbe incorrere in un rallentamento della digestione o in una stipsi che non trova apparentemente spiegazioni. Per questo sarebbe consigliabile evitare di dare questi prodotti ai bambini al di sotto dei quattro anni, per i quali esiste anche il rischio che la gomma si fermi nell’esofago.

 

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