Cosa si vende

Uova nei supermercati

Uova nei supermercati: chi vende ancora quelle da galline in gabbia?

CIWF ha mappato le prime 5 insegne di supermercati italiani, analizzando le loro policy e dichiarazioni pubbliche, per scoprire chi vende ancora uova da galline in gabbia e non ha nessun impegno pubblico a smettere nei prossimi anni.  Conad risulta essere l’unica tra queste insegne a non avere nessun programma per eliminare completamente la vendita di uova da galline in gabbia dai propri scaffali. CIWF ha quindi lanciato una petizione per chiedere a Conad di impegnarsi a non vendere più uova da galline in gabbia in tutto il suo assortimento.
 

Nel 2014 CIWF ha lanciato la campagna internazionale End the Cage Age, per chiedere la fine dell’uso delle gabbie negli allevamenti. Nell’ambito di questa campagna e sulla base delle informazioni rese pubbliche dalle aziende, CIWF Italia ha realizzato una mappatura dei sistemi di allevamento delle galline che producono le uova vendute nelle prime 5 insegne di supermercati italiani.
I risultati, consultabili a questa pagina, mostrano quali, fra le prime 5 insegne per quote di mercato, già oggi non vendono più uova da galline in gabbia, sia a proprio marchio che di altri marchi, e quali abbiano invece un impegno ufficiale per smettere di farlo nei prossimi anni.
Tra questi 5, Conad è l’unico che, pur avendo recentemente inviato a CIWF una dichiarazione in cui si impegna a smettere di vendere uova a proprio marchio da galline in gabbia entro fine 2017, non ha ancora preso un impegno per l’intero assortimento presente a scaffale, né ha reso pubblica la propria posizione sul sito. Per questo CIWF ha lanciato una petizione per chiedere a Conad di essere trasparente, pubblicare ufficialmente il suo impegno e di estenderlo a tutto l’assortimento.

Dichiara Annamaria Pisapia direttrice di CIWF Italia Onlus: “Conad è l’unica fra le prime 5 insegne di supermercati italiani che non ha nessun impegno a non vendere più uova da galline in gabbia. Invitiamo i cittadini italiani a scrivere a Conad per chiedere che elimini le uova da galline in gabbia dagli scaffali. È tempo anche per Conad di voltare completamente le spalle a un sistema di allevamento obsoleto che causa grandi sofferenze agli animali.”

La situazione italiana
L’Italia è il secondo produttore di uova di gallina in UE dopo la Germania.
Secondo dati del 2015 della Commissione Europea in Italia, alleviamo ogni anno 48.199.175 galline.
La maggior parte, 31.945.613, il 66%, sono allevate nelle cosiddette gabbie arricchite. 13.097.046 (il 27%) sono allevate a terra, 1.677.609 (il 4%) sono allevate all’aperto e 1.478.907 (il 3%) in allevamenti biologici.

I sistemi di allevamento

In gabbie arricchite
Dal 1 gennaio 2012, le gabbie di batteria convenzionali sono state vietate nell’Unione Europea. Tuttavia, l’utilizzo di gabbie modificate, anche denominate “arricchite” o “in colonia”, è ancora consentito. Le gabbie arricchite ospitano normalmente colonie tra le 60 e le 80 galline ciascuna.
In queste gabbie ogni gallina ha a disposizione 750cm2, una superficie poco più grande di un foglio A4. Le galline non possono esprimere comportamenti naturali come stendere le ali, volare, grattare e becchettare. Il ritmo produttivo e l’assenza di movimento comporta una fragilità ossea tale che le ossa si rompono con estrema facilità, anche solo quando le galline vengono maneggiate per essere spostate da un luogo all’altro. Inoltre le galline si beccano l’un l’altra e perdono le piume, sia a causa dello stress, sia per lo sfregamento contro le gabbie. 
 
Allevamenti a terra e aviari multipiano 
Si tratta di allevamenti in capannoni chiusi. La densità di allevamento è di 9 galline/m2 di spazio utilizzabile e almeno 1/3 del pavimento coperto da lettiera.  
Gli allevamenti a terra possono essere su un solo piano (utilizzando solo il pavimento ma possibilmente con sbarre per posatoi posti a una certa altezza) o avere diversi livelli di piattaforme che permettono agli animali di scegliere dove svolgere le varie attività, ad esempio possono grattare il suol
o e becchettare in cerca di cibo a terra, pulirsi le penne ai piani intermedi e accovacciarsi in alto di notte. Nonostante si tratti di un sistema più rispettoso del benessere delle galline rispetto alle gabbie, il fatto che non abbiamo mai accesso all’esterno resta una limitazione dei loro bisogni naturali. 
 
Allevamenti all’aperto e biologici 
Nei sistemi all’aperto le galline sono collocate in capannoni simili a quelli dell’allevamento a terra (compresi simili densità di allevamento, posatoi e cassette-nido), ma con in più la possibilità di avere accesso a un’area esterna all’aperto durante il giorno. I sistemi di allevamento all’aperto offrono miglioramenti più significativi rispetto a quelli terra perché forniscono per ogni gallina almeno 4 m2 di spazio esterno per muoversi liberamente.

I sistemi biologici e all’aperto forniscono maggiori opportunità per fare moto ed esprimere comportamenti naturali, come l’esplorazione e becchettare in cerca di piante commestibili e insetti. Inoltre le galline possono fare bagni di polvere e grattare all’aperto.
Mentre anche i sistemi all’aperto prevedono una densità al coperto di 9 animali per m2, in quelli biologici all’interno della struttura è previsto un massimo di 6 animali per m2.



















 

 

Registrazione newsletter

Iscriviti per ricevere la nostra newsletter